venerdì 22 aprile 2011

"fiori"





Il giglio


La rosa modesta


mette fuori una spina,


l’umile pecora


un minaccioso corno,


mentre il bianco giglio


si beerà nell’amore,


e né una spina


né una minaccia


macchieranno la sua viva bellezza.


(William Blake)



Come rara rosa


Ch’io possa ancor sognare di riveder


quel dolce fiore e così bello


ma pur fragile come petali di rosa


in una fredda alba e gelido l’inverno.


Or si è seccato l’albero sul quale salivo da bambino


quasi come volessi trovar rifugio da oscuri terrori


che io non sapevo fuggire.


Cammino per i lunghi ed insidiosi campi


e volgendomi indietro non vedo altro


che l’orme dei passi miei lenti ed affannati


e questo non è stato vivere,


lampi di luce il passare dei giorni


ed ora il dolce profumo di una rosa splendida e chiara


in mezzo a questa vita ha riacceso i miei sogni,


ma anche mi soffoca e mi stringe la paura


di aver sognato indarno.


(Alberto Ricci)



Le mimose fiorite


Anni fa passeggiando in una strada


dove già le mimose erano in fiore


un amico informato mi disse


che tu da poco tempo eri sposata.


Risposi che davvero non poteva


quella notizia affatto riguardarmi.


Però anche se proprio non t’ho amata,


e questo tu lo sai meglio di me,


ogni volta, e non potresti crederlo,


che io vedo fiorire le mimose


provo la stessa cosa che provai


quando mi fu sparata a bruciapelo


la notizia desolante che tu


ti eri sposata con un altro.


(Nicanor Parra)



Rose


Il tuo amore, quanto sorridente, toglie,


cantando, con le sue fresche braccia,


acqua dal pozzo del mio cuore.


Il secchio urta sul mio petto,


e si rovescia, fredda, l’acqua densa,


che gioia, sulla mia anima.


Sorride la catena nella carrucola,


con un passero che vola su di te.


Già il tuo secchio pieno, quanto sorridente,


sulla mia bocca, il bordo del pozzo!


Il tuo amore, quanto sorridente,


innaffia le rose col mio cuore


(Juan Ramòn Jiménez)





Dal giardino


Vieni, amore mio, considera i gigli.


Abbiamo poca fede. Parliamo troppo.


Svuota la tua bocca piena di parole


e vieni con me a guardare


i gigli dischiusi nel campo,


crescono lì come velieri,


che lenti governano i loro petali


senza infermiere senza orologi.


Consideriamo lo spettacolo:


una casa dove nubi bianche


decorano le sale fangose.


Oh, svuotati delle buone e cattive parole.


Sputa fuori le parole come pietre!


Vieni qui! Vieni qui!


Vieni a mangiare i miei gustosi frutti.


(Anne Sexton)




Il gelsomino


Quando giunge la notte


quando spunta l’alba


è sempre bianco


il gelsomino.


(Ghiorgos Seferis)



La rosa


Gli oli essenziali vengono spremuti,


i soli solamente non potranno


ricavare l’essenza dalla rosa,


ci vuole il torchio per questo.


La rosa comune avvizzisce,


ma questa nel cassetto della dama


crea l’estate quando la dama giace


nel rosmarino eterno.


(Emily Dickinson)



La rosa, il giglio, la colomba, il sole


La rosa, il giglio, la colomba, il sole,


ho tutti amati un tempo con passione.


Or più non l’amo, amo solo lei


la piccola, fine, pura e unica;


lei sola, fonte di tutto l’amore,


è rosa e giglio, è colomba e sole.


(Heinrich Heine)



La violetta


La violetta, che in su l’erbetta


s’apre al mattin novella,


dì, non è cosa tutta odorosa,


tutta leggiadra e bella?


Si certamente, ché dolcemente


ella ne spira odori;


e n’empie il petto di bel diletto


col bel de’ suoi colori.


Vaga rosseggia, vaga biancheggia


tra l’aure mattutine,


pregio d’aprile via più gentile;


ma che diviene al fine?


Ahi, che, in brev’ora,


come l’aurora lungi da noi sen vola;


ecco languire, ecco perire la misera viola.


Tu, cui bellezza e giovinezza


oggi fan sì superba;


soave pena, dolce catena


di mia prigion acerba;


deh, con quel fiore, consiglia il core


sulla sua fresca etate;


ché tanto dura l’alta ventura


di questa tua beltate.


(Gabriello Chiabrera)



Giardino


Tutto il giardino come


un corpo con febbre.


Ben composte verdi membra vegetali!


L’acqua sommersa che crea –


malata di confusioni,


da se stessa divisa – fango.


Giardino di api ed aromi,


senza sentiero al transito.


Ivi entrare è restare,


come quando


restiamo dentro un libro,


tra due piante o più, schiacciati.


(Martin Altolaguirre)



Il fiore


Lieta, lieta rondine,


sotto così verdi foglie,


un fiore felice


ti vede veloce come freccia


cercare la tua stretta culla


vicino al mio petto.


Bello, bello pettirosso,


sotto così verdi foglie,


un fiore felice


ti sente piangere, piangere,


bello, bello pettirosso


vicino al mio petto.


(William Blake)



Il fiore


Ben poco ti preoccupi, povero fiore,


che ho osservato per sei o sette giorni,


e ho visto la tua nascita, e ho visto quanto


ogni ora donava al tuo sviluppo,


affinché tu crescessi fino a questa altezza,


e ora che su questo ramo tu trionfi e ridi,


ben poco ti preoccupi, povero cuore,


e che domani ti troverò caduto,


o non ti troverò per nulla.


Ben poco ti preoccupi, povero cuore,


che ancora fatichi a costruirti un nido,


e pensi qui svolando di conquistarti un luogo


su un albero vietato o che a te si rifiuta,


e speri di piegare, in un lungo assedio, la sua rigidezza:


ben poco ti preoccupi, che prima che si desti il sole,


domani mattina, dovrai con questo sole


e insieme a me metterti in viaggio.


Ma tu, che ami essere sottile a tormentarti, dirai:


ahimé, se tu devi partire a me che importa?


Qui son le mie faccende, qui voglio restare;


tu vai da amici il cui affetto e i cui mezzi


altro piacere arrecano agli occhi tuoi,


agli orecchi, alla lingua, a ogni parte di te.


Se quindi parte il tuo corpo,


che bisogno hai di un cuore?


Bene, allora rimani: ma sappi, quando sarai rimasto,


e fatto del tuo meglio:


un cuore nudo e pesante, che non fa mostra di sé,


per una donna non è che una specie di spettro;


come potrà conoscere il mio cuore;


o non avendo cuore in te riconoscerne uno?


La pratica le può insegnare a conoscere altre parti,


ma, parola mia, non a conoscere un cuore.


Vienimi incontro a Londra, allora, fra venti giorni,


e mi potrai vedere più fresco e grasso,


per la compagnia degli uomini,


che se fossi rimasto insieme a te e a lei.


Per amore di Dio, se ti è possibile, segui il mio esempio:


laggiù ti vorrei dare a un altro amico,


che si mostrerà felice di avere tanto il mio corpo


quanto la mia anima.


(John Donne)



Narciso


Narciso. Il tuo odore.


E il fondo del fiume.


Voglio restare sulla tua riva.


Fiore dell’amore. Narciso.


Onde e pesci addormentati


passano nei tuoi occhi bianchi.


Nei miei, uccelli e farfalle si stilizzano.


Tu minuscolo io grande.


Fiore dell’amore. Narciso.


Le rane, quanto sono scaltre!


Ma non lasciano tranquillo


lo specchio in cui si guardano


il tuo delirio e il mio delirio.


Narciso. Il mio dolore.


E il mio dolore medesimo.


(Federico Garçia Lorca)



A un fiore


Fra i crepacci d’un muro, o fior, sei nato,


ed io ti svelgo insiem con le radici:


e in quel che tu diffondi un molle fiato


a la meditabonda anima dici:


«Se me intender sapessi e il destin mio, uomo,


te pur conosceresti e Iddio.


(Alfred Tennyson)



I fiori mi dicono addio


I fiori mi dicono addio.


Chinando le loro corolle,


ché per sempre più non vedrò


il suo viso e il paese natale.


Ebbene, miei cari, che m’importa!


Ho visto voi e la terra natia,


e questo brivido mortale


come una nuova carezza l’accolgo.


È proprio perché ho capito


il segreto di tutta la vita,


passandole innanzi col sorriso,


io dico ad ogni istante


che tutto al mondo si ripete.


Che importa se verrà un altro?


La tristezza non roderà chi è partito,


e alla donna abbandonata,


mia cara, il nuovo venuto


comporrà una canzone più bella.


E quel canto ascoltando nel silenzio,


la mia amata, con l’altro che l’ama,


si ricorderà forse di me


come d’un fiore che non si ripete.


(Sergej Esenin)



Il bouquet


Per te per me lontano da me vicino a te


con te contro di me


ogni battito del mio cuore


è un fiore bagnato del mio sangue.


Ogni battito è il tuo,


ogni battito è il mio,


con te ogni tempo per tutto il tempo.


La vita è una fioraia,


la morte un giardiniere.


Ma la fioraia non è triste,


il giardiniere non è cattivo,


il bouquet è troppo rosso


e il sangue troppo vivo;


la fioraia sorride il giardiniere aspetta


e dice: «Avete tutto il tempo!»


Ogni battito dei nostri cuori


è un fiore bagnato di sangue


il tuo il mio


lo stesso nello stesso tempo.


(Jacques Prévèrt)



La rosa


La rosa s’apre, la rosa appassisce


senza sapere quello che fa.


Basta un profumo di rosa


smarrito in un carcere


perché nel cuore del carcerato


urlino tutte le ingiustizie del mondo.


(Ho-Chi-Minh)





La rosa bianca


Coglierò per te


l’ultima rosa del giardino,


la rosa bianca che fiorisce


nelle prime nebbie.


Le avide api l’hanno


visitata sino a ieri,


ma è ancora così dolce


che fa tremare.


È un ritratto di te a trent’anni,


un po’ smemorata,


come tu sarai allora.


(Attilio Bertolucci)



Quando i lilla fiorirono l’ultima volta


Quando i lillà fiorirono l’ultima volta


davanti alla porta del cortile,


e la grande stella presto discese


nel cielo di ponente nella notte,


io piansi, e piangerò


a ogni ritorno della primavera.


Primavera che sempre ritorni,


tu mi porti una trinità,


i lillà che fioriscono perenni


e la stella che scende a ponente


e il pensiero di lui che io amo.


Oh di ponente forte tramontata stella!


Oh ombre della notte –


Oh triste notte di lacrime!


Oh grande stella scomparsa –


Oh nera densa tenebra che nascondi la stella!


Oh mani crudeli che mi trattenete impotente –


Oh mia indifesa anima!


Oh dura nuvola che mi circondi


e non vuoi liberare la mia anima.


Nel cortile di fronte alla fattoria antica


vicino alla palizzata dipinta di bianco


sta il cespuglio dei lillà che cresce alto


con foglie a forma di cuore di un ricco verde


con molti fiori puntuti che si alzano delicati,


con il forte profumo che amo,


con ogni foglia che è un miracolo –


e da questo cespuglio nel cortile,


con fiori dai colori delicati e foglie


a forma di cuore di un ricco verde


stacco un rametto fiorito.


(Walt Whitman)

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