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sabato 21 luglio 2012

Una poesia al giorno: "Miseria"


Miseria

Neri sotto la neve e nella bruma,
al grande sfiatatoio che s’accende,
colle natiche in cerchio,
cinque miseri bimbi ginocchioni
guardano il panettiere mentre
intride il pane greve e biondo.
Vedono il braccio bianco che
con forza gira la pasta grigia
e poi l’inforna dentro quel buco chiaro.
Ascoltano il buon pane che si cuoce.
Il panettiere dal sorriso pingue
borbotta un motivetto.
Stan rannicchiati, senza un movimento,
dentro il soffio del rosso sfiatatoio
tiepido come un seno…
Quando, per qualche festino notturno,
un pane che somiglia a una brioche
viene tolto dal forno;
quando, sotto le travi affumicate,
cantano quelle croste appetitose in coro con i grilli,
e dal caldo pertugio alita vita,
un rapimento vero li rianima sotto i miseri stracci;
quei poveri Gesù colmi di brina,
si sentono rinascere alla vita,
e stanno tutti lì,
coi rosei musetti appiccicati alla griglia;
borbottano qualcosa
attraverso quei buchi, stupidamente,
e dicon le preghiere
mentre si piegan verso quelle luci del cielo riaperto,
con tanta forza da spaccar le brache
e da far tremare la camicia nella brezza invernale.
(Arthur Rimbaud)

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